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Terapia di coppia e tradimento: un modo per superare la crisi.

La terapia di coppia è spesso molto utile in caso di tradimento e consente di superare la crisi tra partner. Scopri come.

Non sono poche le coppie che si rivolgono al mio studio di Torino TERAPIA DI COPPIA  (oppure TERAPIA DI COPPIA OMOSESSUALE) con un’affermazione che avviene poco dopo l’inizio della prima seduta, a suggellare l’importanza e l’impellenza della richiesta di aiuto: “Siamo qui perché lui/lei mi ha tradito”.

A volte, subito dopo, si aggiunge la frase: “Ma io l’ho perdonato/a” che, ovviamente, è una contraddizione in termini, ed infatti i primi a non crederci sono proprio i partners. Cosa ci fa allora la coppia in terapia (perchè è della relazione di coppia che dobbiamo prenderci cura e che in qualche momento si è “ammalata”)? Come dice Emanuela Breda: “Il castigo più duro per chi ha tradito è il perdono”.

Facciamo un salto (molto) indietro nella storia di quella coppia.

Che i tradimenti arrivino “a ciel sereno” non è molto credibile. Dei segnali ci sono sempre, tutto sta a focalizzarli. Soprattutto poi quando si tratta di coppie di mezza età la crisi risulta essere più profonda.

Sono coppie che ormai hanno “svolto” i loro progetti evolutivi più importanti (“mettere su famiglia”); da una parte li hanno uniti ma dall’altra allontanati, poiché l’obiettivo “cura della prole” ha fatto si che la coppia spostasse su altro il focus. Si entra ad un certo punto in quella che chiamo “la ruota del criceto”, che non permette di considerare il proprio e l’altrui bisogno. Si smette di essere curiosi nei confronti dell’altro, attenti ai suoi bisogni.

Non si condividono più emozioni, pensieri ma solo liste della spesa e impegni dei figli. Sento coppie che alla domanda “Da quanto tempo non andate a cena solo voi due?” rispondono (mestamente) “anni”. Si crea così’ una sorta di “freezing”, di  congelamento in cui “tutto va ben madama la marchesa”.(Terapia di coppia: come funziona e come si svolgono le singole sedute.)

Ovviamente cosi non è. Si è disposti a sacrificare la propria felicità pur di non cambiare. Questo blocco poi coinvolge aspetti molto importanti, a più livelli; intimità, sessualità, comunicazione. Cosi si entra in un circuito nel quale le cose vanno sempre peggio, ma apparentemente sempre stabili. E’ come se ci fosse una sorta di scissione tra gli aspetti cognitivi (“Siamo felici”) e quelli emotivi (ma a chi lo andiamo a raccontare che le cose vanno bene??”).

Sinteticamente (per ovvi motivi di spazio) in un clima siffatto ecco avvenire il tradimento. Non ci si pensa ma come diceva Woody Allen:”Il matrimonio è un peso che va sopportato in tre”. In realtà esso coinvolge il sistema a più livelli:non solo marito, moglie,amante/i ma anche famiglie di origine, ove presenti, amici e colleghi di lavoro, per non dimenticare i figli “Io Mammeta E Tu”; Quando la coppia è formata da tre persone. Quanto è affollato alla fine questo letto!

Il primo passo per un vero e reale cambiamento è assumersi la responsabilità delle azioni fatte. Più facile a dirsi che a farsi, ovviamente. Ciò soprattutto perché si arrivi a riconoscere quanto quel tradimento abbia fatto male soprattutto a chi l’ha subito (e poi accorgersi che in realtà ha ferito entrambi) e che è inutile dare del “matto/a” al coniuge tradito solo perché continua a nutrire sospetti (salvo però evitare, da parte di quest’ultimo, di trascendere nella paranoia).

All’inizio della terapia sarà quindi molto importante lavorare su una situazione di crisi di coppia acuta, che porta con se’ stress, rabbia, dolore e altri sentimenti negativi. Se non ci “prendiamo cura” in primis della sofferenza della relazione non riusciremmo neppure a proseguire nelle tappe successive con successo. Per fare ciò bisogna analizzare soprattutto ciò che succedeva immediatamente prima della scoperta e come quest’ultima è avvenuta.

Si trattava di un segreto di Pulcinella in cui tutti sapevano ma nessuno diceva? Oppure “casualmente” si era dimenticato di cancellare quell’ultimo messaggio Wats Up o mail che hanno portato poi a svelare l’arcano ?Oppure (il caso peggiore ) c’era stata la scoperta da parte dei figli ed essi sono stati” costretti”(e ci sono molti modi per farlo) a mantenere il segreto costruendo alleanze non proprio sane per il clima familiare ? E dopo la scoperta come si è stati? Piu rabbia o dolore o lacrime o sensazione di liberazione o negazione o…?

Subito dopo il momento dello svelamento cosa è successo?

E così di seguito fino ad arrivare ad analizzare il vero e proprio nocciolo della questione, come diceva Bowen:”Facciamo parlare il calendario”. Ovvero cosa succedeva un anno prima del tradimento stesso? Solo basandosi su quest’ultima questione sarà possibile partire dalle basi (che spesso e volentieri risalgono in realtà a ben prima di un anno) che hanno portato al tradimento.

In ultima (spesso però in prima) analisi bisogna capire se il coniuge che ha tradito voglia decidere se tornare con la propria famiglia (“per il bene dei figli”) oppure pienamente e completamente con il proprio coniuge.

E infine, dopo aver fatto questo e molto altro lavoro terapeutico, giungere al perdono (sul quale non mi soffermo qui poiché richiederebbe un altro articolo) per ripartire. 

Come diceva Troisi: “Ricomincio da tre perché tre cose buone nella vita le ho fatte”. Ciascuno è libero di pensare a quali siano le proprie.

E ricordiamo che questo lavoro non può essere portato a termine se non con l’aiuto di un professionista Approccio sistemico relazionale: perché è importante nella terapia di coppia (e non solo) In caso contrario ci si “intorterebbe” solo con tentate (e fallimentari) soluzioni, che sicuramente sono state già attuate ma senza successo (tradimento compreso come dicevano Watzlawick,Weakland, Fish,1974; Brown,1991).

Dott.ssa Sabina Natali, Psicologa, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
E-mail: info@natalipsicologatorino.it
Tel:338/3052197