Separazione: come dirlo ai figli
Come psicologa a Torino http://:www.natalipsicologatorino.it una delle problematiche delle coppie in fase di separazione TERAPIA DI COPPIA è proprio la comunicazione con i bambini.
Come dire ai figli che vi state separando?
Uno dei problemi ricorrenti nelle coppie che vedo nel mio studio di Torino e che hanno deciso di separarsi, consiste nel come comunicarlo ai figli. Arrivare di comune accordo (quasi) “serenamente” a questa decisione è già un percorso molto complicato e che porta con sé notevole sofferenza.
Esserci arrivati significa aver già fatto gran parte del lavoro. Rimane l’ultimo step, a volte paradossalmente il più doloroso di tutti: come dire ai nostri figli che ci stiamo separando? Spesso infatti sono proprio questi ultimi che, come si dice in linguaggio tecnico, vengono triangolati (messi in mezzo) nelle discussioni tra i genitori, ovvero utilizzati come “armi per ferirsi” o peggio come “ riscatto” per avere le attenzioni di un coniuge che e’ difficile lasciar andare, oppure un eventuale “risarcimento danni” o maggiori alimenti.
Non necessariamente la terapia porta a una riparazione della coppia (si veda Dottoressa glielo dica lei;. Ovvero la coppia in crisi dal meccanico), ma può anche essere molto utile per arrivare a separarsi dopo un periodo di presa di consapevolezza della relazione e dei sentimenti per il partner, proprio grazie alla presenza di un professionista. Di questo lavoro terapeutico sì avvantaggeranno in prima battuta i figli poiché i genitori saranno arrivati a capire l’impatto che la loro separazione avrà su di loro. Questo anche in relazione alla età che stanno vivendo e alle difficoltà ad essa connessi.
Separarsi come marito e moglie o compagno e compagna non significa separarsi o divorziare come genitori anzi!
Quest’ultimo, in particolare, è il concetto più importante che deve passare ai figli.
Di seguito un “vademecum” su come dare la notizia ai figli. Ovviamente da prendere “con le molle”.
- “Mamma (e papà) hanno una cosa importante da dirti/vi”.
È sbagliatissimo delegare a un unico genitore il gravoso compito di dare la comunicazione ai figli. Il percorso terapeutico di cui parlavamo prima ha anche lo scopo di “arrivare a far pace” con la competizione tra i coniugi. Nella comunicazione della notizia deve esserci perfetto e assoluto allineamento tra i coniugi ed essa richiede la presenza anche fisica di entrambi.
2. “ Sediamoci tutti insieme sul divano”.
Se la coppia ha più di un figlio è importantissimo che tutti siano presenti alla comunicazione. Il divano non è un luogo scelto a caso, poiché è necessario trovare un luogo tranquillo sia come posto sia come momento della giornata, evitando tale comunicazione se precedentemente ci sono stati degli attriti. Scherzando (perché in terapia anche l’ironia è una potente arma di cambiamento) dico alla coppia genitoriale di prendersi prima una camomilla. E di respirare a fondo….
3. “Dobbiamo dirvi una cosa importante “ .
Qui vengono le “dolenti note”. Cosa dire e come dirlo?Innanzitutto è bene trasmettere calma e tranquillità anche attraverso tono di voce e postura. Non dimentichiamo che secondo gli studi il 93% della comunicazione passa attraverso il non verbale e solo il 7% passa attraverso il verbale. Aggiungiamo che più i bambini sono piccoli più sono in grado di stanare eventuali segnali dissonanti nel nostro modo di dire le cose. Insomma non si può barare!
4. I contenuti.
A questo punto in realtà le cose si fanno paradossalmente più semplici. Bisogna dire ai figli che mamma e papà non si amano più come un tempo e che dopo averci pensato a lungo hanno deciso di separarsi ma che separarsi come marito e moglie non significa separarsi come genitori anzi!Avranno due case e dei tempi diversi per stare separatamente con ciascun genitore ma tutte le decisioni che li riguardano verranno prese in modo concorde e a loro non mancherà l’amore di entrambi.
5.Rassicurazione.
A questo punto i figli potranno tentare di “cambiare le carte in tavola” e questo in vari modi:crisi di rabbia, pianti, colpevolizzazioni. Perché le emozioni in gioco sono tante e comunque i figli avranno l’idea di essere parte importante del motivo per il quale i genitori si sono separati. A loro toccherà il compito di rassicurarli, sottolineando che la loro nascita è derivata da una scelta consapevole di entrambi e da un gesto di amore e che mentre l’ amore tra i grandi può finire per i più svariati motivi (anche se non è detto che accada) quello tra i genitori ed i figli non può mai subire lo stesso destino. Si tratta di “partite diverse” che in nessun caso possono vicendevolmente influenzarsi.
E soprattutto i figli non potranno “far tornare insieme” i genitori in nessun modo (anche se purtroppo i figli a volte sono usati proprio per “tenere il coniuge accanto a se”‘).
….
Detto così sembra tutto molto facile.
Purtroppo visto che dietro ai figli spesso si tenta (incautamente ed in modo fallimentare) di celare le nostre sofferenze, è bene rivolgersi a un professionista per riuscire ad arrivare a sedersi sul divano serenamente, in modo tale che questo passaggio non sia solo uno dei tanti che la vita ci pone e dai quali poter uscire più “adulti” e sereni di prima, minori compresi.
Dott.ssa Sabina Natali, Psicologo, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
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