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“Io Mammeta E Tu” Quando la coppia è formata da tre persone.

Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante.
(Proverbio del Burkina Faso).

Il momento di formazione della coppia, dopo una prima fase più o meno lunga in cui prevalgono “cuoricini e stelline”, è un momento piuttosto delicato poiché è quello in cui si inizia a contrattare lo stare insieme nel senso più profondo del termine: regole, giochi di potere, confini e spazi personali e di coppia.
Quest’ultima non è semplicemente formata dalla somma di due persone: “uno più uno fa tre”, per citare un noto testo. Il “tre” indica la relazione tra i partner. Infatti ciascuno arriva a formare una coppia provenendo da una famiglia di origine che ha un peso fondamentale nella formazione della stessa, soprattutto nei casi nei quali tale peso venga negato. Esemplificativi sono le non poche situazioni in cui uno dei due partner è ancora legato alla sua famiglia di origine ed al suo ruolo di figlio/a. Se è vero che, come diceva Freud, esistono tre mestieri impossibili da apprendere, uno dei quali è proprio quello del genitore, e se è vero che non si nasce con il manuale d’uso, e’ anche vero che ciascuno può metterci un po’ di buona volontà (tanta!).
Esempio tipico sono le madri che in “psicologichese” vengono definite “invischianti”, preferibilmente di figli maschi, che vedono i loro “pargoli” sempre bisognosi di cure, anche se il figlioletto in questione ha felicemente superato la quarantina e sarebbe pronto (da tempo!) per il grande salto. Il figlio in questo senso è percepito come un’estensione del Se’ o un sostituto di un marito magari deceduto quando il figlio era piccolo. Casi in cui la “Coppia” è lapalissianamente formata dalla mamma e dal figlio e non da quest’ultimo e la sua nuova compagna, sono molto più comuni di quanto si pensi, almeno quelle che accedono al mio studio di Torino. In tali situazioni la lealtà dovuta è nei confronti della mamma, non della compagna. Ecco allora che ancor prima del “e vissero felici e contenti” si cercano situazioni di compromesso, per non ferire (inconsciamente) la propria famiglia di origine. C’è ad esempio il: “io vorrei non vorrei ma se vuoi” (n.d.a.), quando si sta dalla fidanzata ma solo nei week en lunghi, oppure il “vedo non vedo” ovvero si va a convivere ma la mamma ha le chiavi di casa perché: “non si sa mai” (e quindi “può entrare e uscire quando vuole anche se ci siamo noi dentro”) e poi: “Amore diamo i panni da stirare alla mamma che tu hai così tante cose da fare”.

Oppure il “lontano ma non troppo” che consiste nell’essere (apparentemente) indipendenti ma ricavando un alloggio nella tavernetta della casa di famiglia o a non più di due isolati di distanza perché: “non si sa mai. Se un domani arrivassero dei figli così i miei sono più comodi per assolvere il loro sacrosanto diritto di essere nonni”.

Oppure ancora “basta mi sposo” ma: “la cucina ed il letto lo facciamo scegliere dalla mamma che ha più buon gusto di noi”.

Potrei andare avanti con gli esempi ma ci siamo capiti…
Tutto ciò (ed altro che ho lasciato alla fantasia e all’esperienza del lettore) non può che rappresentare un terreno fertile per serie crisi all’interno della coppia, questo se la loro partner non cade all’interno di questi giochi relazionali e, come è giusto che sia, “rivendica” un ruolo paritario all’interno della coppia, volendone tutelare i confini e gli spazi, senza ingerenze da parte delle rispettive famiglie d’origine. Ecco quindi che nascono sintomi che possono essere i più vari, da difficoltà sessuali, gestione delle emozioni, incomunicabilità etc.

Al fine di far luce su tutto ciò che un problema di coppia, apparentemente banale, può celare, prima che da “banale” si trasformi in qualcosa di più serio (io dico sempre che i terapeuti di coppia sono lo step che precede l’avvocato divorzista) e’ necessario, rivolgersi a uno psicoterapeuta, che con i suoi strumenti svelerà giochi e copioni neppure lontanamente immaginabili a chi ne è coinvolto.

ripeto sempre gli stessi errori, famiglia d’origine, famiglie opprimenti, rapporto genitori figli, difficile rapporto genitori-figli, problemi con suocera, suocera invadente, marito mammone, Psicologo, Torino
Dott.ssa Sabina Natali, Psicologa, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
E-mail: info@natalipsicologatorino.it
Tel:338/3052197