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Il nostro “oscuro passeggero” (e a cosa serve).

Dentro di noi abbiamo un’Ombra: un tipo molto cattivo, molto povero, che dobbiamo accettare C.G.Jung

Un paziente che sto seguendo nel mio studio di Torino mi ha così descritto il percorso terapeutico:” In una serie televisiva che mi piace molto il protagonista,Dexter, dice di portare sempre con se’ un oscuro passeggero che guida le sue azioni. Ecco,venendo qui sto imparando a tenere a bada il mio oscuro passeggero, mettendogli dei confini e non facendomi guidare da lui”. Non credo di aver mai sentito o letto sui “testi sacri “spiegazione più affascinante e corretta del percorso terapeutico.

C.G.Jung nei suoi scritti affronta il concetto di Ombra da più punti di vista. Secondo un concetto più “strutturale” l’Ombra è una sorta di “maschera” con cui ci si presenta al mondo, quella “componente della personalità che generalmente ha segno negativo” (Jung, 1942-1948, pag. 191).
Chissà se l’autore della sceneggiatura di Dexter, James Manos, era a conoscenza del fatto che per Jung l’Ombra simboleggia anche “l’altro lato” il nostro “fratello oscuro”, che talvolta invisibile, è inseparabile da noi e fa parte della nostra totalità (ciò si legge in “L’Io e l’Inconscio” 1916-1928).

Insomma, diciamolo come vogliamo, ma tutti devono fare i conti con questa parte di se’ non così piacevole da presentare in società!
Il fatto è che cerchiamo di negarla, di rinchiuderla in schemi stereotipati, di imbavagliarla e soprattutto di eliminarla. Questo perché molto fastidiosa soprattutto quando si trasforma in sintomi. E qui c’è solo l’imbarazzo della scelta: ansia, attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare, depressione…L’unica cosa che si esperisce è che si sta male e che si vorrebbe passasse il più presto possibile. Da soli però si fallisce perché non è possibile capire il perché e come fare a stare meglio.
Credo (ma in questo sono confortata dal pensiero di molti autori) che i sintomi non vadano eliminati subito, se sono comparsi c’è un motivo, tanto vale capirlo e quindi “interrogarli”.

Perché proprio quel sintomo e proprio ora ? Cosa stava succedendo nella mia vita prima che si presentasse?Era veramente” tutto come al solito”? Oppure impercettibili sfumature , a ben guardare, erano già ravvisabili? Magari qualcosa che ha attivato tutto ciò che credevamo fosse sepolto da tempo o che forse neppure sapevamo esistesse.

Soprattutto quanta sofferenza vi si cela dietro, talmente tanta da non essere neppure in grado di confessarlo a se’ stessi. Ed ecco che il “passeggero oscuro” prende forma e ci accompagna fino a quando non decidiamo di affrontarlo. Certo, un percorso non semplice poiché implica doversi immergere in ciò che avevamo cercato di tenere sapientemente sotto il “tappeto”. Con la terapia si può iniziare ad “interrogarlo” per sapere cosa ci vuole dire, poi a “mettergli dei confini” come dice il mio paziente ed alla fine a “lasciarlo partire ” per altri lidi che non siano i nostri (perché in fondo non è più così necessario come prima).
Tutto ciò con l’aiuto di un terapeuta esperto che ci “prenda per mano” aiutandoci a tirare fuori il coraggio di affrontarlo.

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Dott.ssa Sabina Natali, Psicologa, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
E-mail: info@natalipsicologatorino.it
Tel:338/3052197