Fotografie ed elaborazione del lutto in terapia psicologica a Torino
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Le fotografie per elaborare il lutto: come la fotografia aiuta a dare senso al dolore

Nel mio studio di Torino spesso utilizzo le fotografie dei miei viandanti per ricostruire la loro storia familiare e rinarrarla con diversi sguardi. Questo sia perché amo la fotografia come forma d’arte, sia perché la mia città ha una forte tradizione in questo senso e numerose sono le mostre che propone.

Come afferma uno dei più grandi fotografi al mondo, Henri Cartier-Bresson:

“La fotografia può fissare l’eternità in un attimo”.

Guardando gli scatti a distanza di tempo e con un occhio “altro”, che aiuta nell’interpretazione, essi ci restituiscono un’immagine diversa, facendoci scorgere particolari che neppure immaginavamo potessero esistere.

Fotografia e terapia psicologica: quando le parole non bastano

Uso quegli scatti per lavorare con i miei viandanti sull’energia maschile e femminile, sulle donne e sugli uomini della famiglia d’origine, su come le storie possano intrecciarsi in modi neppure lontanamente immaginabili.

Solo le parole a volte non bastano. Serve il simbolico, servono le fotografie, e non solo.

Le fotografie in terapia possono diventare uno strumento prezioso per osservare relazioni, ruoli familiari, assenze, vicinanze, ripetizioni e movimenti emotivi profondi. Possono aiutare a nominare ciò che da soli fatichiamo a vedere.

Le fotografie per elaborare il lutto

Mi ha colpito, appena l’ho scoperta, la storia di Moira Ricci, https://www.gallerialaveronica.it/artists/moira-ricci/ nata a Orbetello nel 1977. Il suo lavoro più famoso ha come titolo 20.12.1953 – 10.08.2004. La madre muore prematuramente. Moira, per elaborare il lutto, riprende le sue fotografie modificandole e inserendosi nell’immagine, quasi a volerle sussurrare, di scatto in scatto, di proteggersi per non andare incontro al suo destino.

Quanti sono i figli che, per mandato familiare, hanno avuto proprio quello di proteggere i genitori da un’incapacità di essere tali? In termini tecnici si chiamano figli genitorializzati.

Un po’ il lavoro di Moira li ricorda. Ma è in primo luogo un lavoro sull’elaborazione del lutto, sul tentativo di dare una spiegazione alla morte, che in sé spiegazione non ha.

L’arte fotografica come strumento per affrontare separazioni e distacchi

Su questa scia, sull’utilizzo dell’arte fotografica per elaborare distacchi, si inserisce anche la mostra di Diana Markosin, Replaced, a Torino fino al 6-09-2026 presso le Gallerie d’Italia.https://gallerieditalia.com/it/torino/

Con questo lavoro l’artista vuole tornare su una relazione amorosa che l’ha profondamente segnata. L’amore termina, ma i luoghi, quelli in cui ha passato momenti piacevoli con la persona amata, restano. Inevitabilmente, però, lasciano un segno diverso dopo la fine.

Come possono continuare ad avere lo stesso significato se lui se n’è andato?

Come si può tornare a camminare sulle stesse spiagge, guardare lo stesso mare o solcare l’acciottolato delle stesse città se lui non c’è più?

Come farlo con qualcun altro?

È possibile lasciare andare via non solo l’amore, ma anche quei luoghi?

Anche in questo caso, come per Moira Ricci, l’artista arruola un attore per rivivere quei momenti con il suo uomo e cercare poi di lasciarlo andare per sempre.

I luoghi conservano l’energia di un amore passato?

Spesso nelle coppie si torna, anche con un nuovo amore, ad andare negli stessi posti: ristoranti, luoghi di vacanza, camminate. Ma è possibile scindere quei luoghi dall’energia dell’amore passato, inevitabilmente diversa da quella del nuovo?

Non sarebbe forse meglio cambiare anche i luoghi per lasciare andare definitivamente quell’energia passata?

Le stanze di terapia risuonano spesso di queste domande. L’arte e la fotografia, soprattutto ai giorni nostri, quando l’editing fa da padrone, possono aiutarci anche in questa elaborazione, soprattutto grazie all’aiuto delle domande giuste e degli strumenti adeguati.

Quando chiedere aiuto per un dolore che non passa

Basta averne consapevolezza e chiedere aiuto se si è incastrati in un dolore che non passa.

Quando un lutto, una separazione o un distacco continuano a occupare dentro di noi sempre lo stesso spazio, può essere utile intraprendere un percorso psicologico. Anche le immagini, se usate nel modo giusto, possono diventare una via per comprendere, trasformare e lasciare andare.

Se stai vivendo un momento di blocco emotivo, un percorso di supporto psicologico a Torino può aiutarti a dare un nuovo significato a ciò che stai attraversando.

Dott.ssa Sabina Natali

Psicologa – Psicoterapeuta a Torino

Corso IV Novembre 8 Torino

tel: 338/3052197

info@natalipsicologatorino.it