“Basta ora chiamo!” Quando è il momento per iniziare una psicoterapia.
Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle. (Denis Waitley)
Molti pazienti, alla fine del loro percorso terapeutico nel mio studio di Torino, mi hanno detto: “Dottoressa perché non ho iniziato prima a venire da lei”. Gia’…perché? Esiste una storiella sufi (ne esistono molte e tutte molto interessanti, ma questa e’ quella che preferisco) che potrebbe fare proprio al caso nostro.
Un viandante chiese dove trovare un guru. Gli fu detto che non poteva sbagliarsi: lo avrebbe riconosciuto poiché abitava in una casetta vicino a un fiume e ad un albero. Cammina cammina il viandante trovò questo luogo e accanto all’albero un signore che zappava. Sospetttando fosse il guru gli chiese: “Sei tu il guru?“. Non ebbe risposta. Allora riprovo’ con la stessa domanda ma nulla. Pensando fosse sordo ripete’: “Allora rispondimi: sei tu il guru?” L’uomo continuava a zappare in silenzio senza alzare la testa .Il viandante scocciato, lo apostrofo’ con male parole e continuo’ il suo cammino. Dopo 20 anni, senza aver trovato il guru che cercava, e quando ormai aveva perso ogni speranza, si trovo’ di nuovo a passare per quel sentiero, accanto a quella casa, a quell’albero e a quel ruscello da cui era transitato 20 anni prima. Rivide l’uomo, questa volta disteso sotto un albero a meditare. Gli si avvicinò dicendogli: “Sei tu il guru!”. L’uomo lo guardo’ e gli rispose: “Certo sono io, ero io anche 20 anni fa ma eri tu a non essere in grado di riconoscermi”.
Ecco credo che esista un momento preciso in cui si dice:” Basta, adesso chiamo” (e facendolo si è già intrapreso il 50% del lavoro terapeutico). Lo si fa solo quando si è pronti, ne’ un minuto di più ne’ uno in meno. Possiamo passare tutte le nostre ore e spendere tutte le nostre energie per cercare di convincere chi ci è accanto e sta soffrendo a chiamare un terapeuta e farsi aiutare ma niente. C’è sempre una scusa buona per rimandare.
Una volta ho sentito rispondermi una paziente di 48 anni, alla quale avevo chiesto se era venuta da me perché era stata mandato da qualcuno: “Certo mi ha mandato mia mamma, io non sarei mai venuta!”
Allora qual è il “momento giusto”? Ciò solitamente capita:
1) Quando si ha un sintomo. Di qualsiasi natura sia (ansia, attacchi di panico, disturbo alimentare etc.) l’importante e’ che sia diventato ingestibile e che si siano tentate tutte le azioni mirate ad eliminarlo, ovviamente senza successo. I sintomi hanno una grande funzione: ci stanno dando delle informazioni importanti. Il guaio e’ che siamo talmente impegnati a combatterli che non li “ascoltiamo” (e senza l’aiuto di un vero professionista non abbiamo neppure le competenze per farlo). Troppo spesso invece le persone cercano in rete “come eliminare l’ansia in 5 mosse”. Inutile dire che la stessa ansia si ripresenterà la settimana successiva (sempre sia scomparsa).
2) Quando si stanno vivendo momenti difficili. E’ del tutto naturale che nel nostro ciclo di vita si affrontino eventi particolarmente stressanti: lutti, separazioni, malattie, eventi traumatici, aborti o semplicemente il passaggio ad una nuova fase di vita…tutte queste situazioni possono in taluni casi creare difficoltà nel doversi riorganizzare. In questi (e altri) casi e’ molto utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta che può aiutarci a vedere i cambiamenti che noi percepiamo come catastrofici con una diversa prospettiva.
3) Quando le nostre solite “soluzioni” non servono più. Prima anche solo di immaginare di rivolgersi ad uno psicologo e’ del tutto normale provare a trovare delle soluzioni in autonomia. Esse sono messe in atto sulla base dei nostri soliti modi di pensare, agire, sentire .”Se sono andate bene fino ad ora perché adesso non dovrebbero più funzionare?” Già…perché? Semplicemente perché quelle modalità, basate su dinamiche passate spesso disfunzionali, hanno fatto il loro tempo, dando vita a soluzioni troppo rigide o comunque inappropriate. Poi, diciamocelo, non sono mai state così efficaci. Sarà l’aiuto di uno psicoterapeuta a farci capire dove sbagliavamo e perché,rompendo certi circoli viziosi e trovando insieme idee più efficaci e funzionali.
4) Quando si sente l’esigenza di CAPIRSI. Non è una motivazione meno importante delle altre anzi!È proprio la base per arrivare a un cambiamento profondo. Capire chi siamo, quali sono i motivi per i quali certe nostre caratteristiche non funzionano più, perché attiriamo sempre partner con certe modalità anche se cerchiamo in realtà altro (ci avete mai pensato?). Mettiamo in atto sempre gli stessi copioni e questo non aiuta. Se invece vogliamo provare a cambiare è perchè cerchiamo la nostra individualità.
Ed allora perché aspettare ancora? Fate la prima telefonata: molti miei pazienti vi direbbero che è molto più semplice di quanto possiate pensare.

