Ansia:sintomi fisici e mentali e rimedi efficaci.
Come psicologa a Torino https://www.natalipsicologatorino.it il disturbo più diffuso che mi trovo a trattare è proprio l’ansia.
Quali sono i sintomi fisici e mentali dell’ansia e come curare questo disturbo con la psicoterapia.
Chi mi segue da un pò (o chi è capitato per caso su questa pagina) si sarà accorto che non amo scrivere dei “breviari” di psicoterapia con l’elenco dei sintomi e la loro descrizione. Lo faccio fare ad altri molto più bravi di me in questo genere di cose.
Pero, mi sono detta, di ansia uno psicologo deve pur parlare TERAPIA INDIVIDUALE. Allora, a modo mio, ve ne parlerò.
“Ho l’esame: sono in ansia”, “Devo salire sul palco: ho l’ansia”, “Mi fai venire l’ansia smettila!”, “Sono ansiogeno lo riconosco!”. Potrei continuare ma mi fermo qui.
All’interno di queste frasi sono racchiusi 4 tipi di ansia, molto differenti tra loro. Nell’ordine:
- ansia anticipatoria;
- ansia da palcoscenico ANSIA DA PALCOSCENICO ;
- disturbo d’ansia generalizzato (dell’interlocutore ovviamente, sempre dell’interlocutore!) ed infine…
- una grande consapevolezza di sé!
Andiamo alla fonte con un pò di etimo (dall’enciclopedia Treccani non bruscoletti!):
ànsia s. f. [dal lat. tardo anxia, der. di anxius «ansioso»]. – Stato di agitazione, di forte apprensione, dovuto a timore, incertezza, attesa di qualcosa. E poi per pareggiare:Charlie Brown, in Charles M. Schulz, “Persino le mie ansie hanno l’ansia!”
Tornando seri, una differenza è quella tra ansia e paura. La seconda solitamente si riferisce a qualcosa di specifico. Vi è un pericolo reale e io ne ho paura (per un approfondimento si veda: Smettere di avere paura di tutto:come guarire dalla panofobia). Quest’ultima ha inoltre un significato adattivo. Se i nostri antenati non avessero avuto paura delle bestie feroci io non sarei qui a scrivere questo articolo (e voi a leggerlo) poiché ci saremmo già estinti!
L’ansia è una sua stretta parente poiché ha manifestazioni fisiche molto simili ma con una differenza fondamentale: racchiude in sé un aspetto di previsione. Ovvero “andiamo in ansia” per una pericolo che noi percepiamo come tale. Ad es. possiamo avere l’ansia davanti ad un barboncino mentre il nostro più caro amico sta accarezzando/giocando con un pittbull.
Per citare uno dei “sacri testi” (l’American Psichiatric Association 1994):
“L’anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di disforia o da sintomi fisici di tensione. Gli elementi esposti al rischio possono appartenere sia al mondo interno che a quello esterno” .
Anche l’ansia ha comunque in sé un tratto diciamo”positivo”. Se siamo in grado di “pre- vedere” un pericolo futuro allora eviteremo di cacciarci nei guai.
Ma il vantaggio finisce qui e difficilmente chi soffre di ansia concorderà con me!
Quali sono i sintomi fisici?
- – Palpitazioni;
- – Tachicardia;
- – Sudorazione eccessiva;
- – Nausea;
- – “Respiro corto”;
- – Aumento della pressione sanguigna.
- – Sintomi gastrointestinali. Il tutto può culminare con veri e propri attacchi di panico, ovviamente questo non sempre e non necessariamente.
Sintomi che conoscono bene i miei pazienti musicisti che soffrono di ansia da palcoscenico Come superare l’ansia da palco
Quando è possibile fare una diagnosi di disturbo d’ansia?
Anche in questo caso un “sacro testo”. IL DSM-5, ovvero il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (American Psychiatric Association, 2013), afferma che si può parlare di ansia solo se i sintomi non sono attribuibili agli effetti fisiologici di un farmaco o di una sostanza oppure di qualche motivo medico o mentale di altro genere. A ciò aggiungiamo che la prevalenza è nettamente femminile.
Tra tutti quelli categorizzati il più comune è rappresentato dal Disturbo d’ansia generalizzato (DAG) che per essere diagnosticato deve essere presente da almeno 6 mesi e deve manifestarsi come preoccupazione eccessiva per la maggior parte dei giorni e tale preoccupazione deve riferirsi alla maggior parte delle attività svolte dal soggetto. Infatti ciò che fa la differenza soprattutto è l’impatto negativo per la vita dell’individuo. Possono esserci dei sintomi associati (3 o più):
- Affaticamento;
- Vuoti di memoria;
- Difficoltà di concentrazione;
- Irrequietezza;
- Tensione muscolare;
- Alterazione del sonno.
Solo un terzo del 5% della popolazione mondiale che soffre di questo disturbo decide di rivolgersi ad un professionista. Ciò è un vero peccato poiché solo cosi facendo si riuscirebbe a risolvere (spesso anche in breve tempo) il problema.
L’ansia non produce solo i sintomi fisici sopra elencati, ma anche e soprattutto comportamentali:
- evitare la situazione temuta (il motto alla base è quello della vecchia pubblicità della Mentadent: ”Prevenire è meglio che curare”);
- Farsi accompagnare nelle situazioni che mettono ansia;
- Farsi proteggere;
- Assumere farmaci ansiolitici da banco (per carità!).
Tutto ciò ha anche effetti sugli aspetti cognitivi:
- Ruminazione (continuare a pensare ossessivamente ciò che mette ansia);
- Auto- crearsi pensieri negativi;
- -….e molto altro.
Ora la cosa più importante: Come si cura?
Spero non mi abbiate usato come “Il dottor G.” (“Dottor Google”) ovvero andare a leggere i sintomi e fare come un tempo si faceva con le figurine: “Ce l’ho, ce l’ho, manca”. Una vera e propria diagnosi, e lo stesso dicasi per la cura, la può fare solo uno psicoterapeuta (o uno psichiatra). E visto che la causa scatenante dell’ansia può essere qualunque (anche un rapporto finito) allora è meglio rivolgersi senza indugio alcuno ad un terapeuta. Certo, dopo aver considerato che i tentativi fatti in autonomia non sono serviti a nulla.
Solo così si potrà eliminare il problema. Ciascun professionista lo farà seguendo il proprio orientamento e non ne esiste uno “preferito”. La cosa fondamentale è la relazione che si crea poiché in realtà è quella (tecniche a parte e ciascuno ha le proprie) a curare.
Come afferma Richard Abell: “L’ansia è lo spazio tra ‘adesso’ e ‘poi’”. Accorciare la distanza è in nostro potere.
Dott.ssa Sabina Natali, Psicologa, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
E-mail: info@natalipsicologatorino.it
Tel:338/3052197

