Ansia da palco:che cos’è?
Come psicologa a Torino https://www.natalipsicologatorino.it mi occupo da anni di ansia da palco, soprattutto per musicisti classici (ma non solo).
In quest’articolo scoprirai cos’è l’ansia da palcoscenico e a chi dovresti rivolgerti per superarla.
Sfatiamo un mito: l’ansia non è da demonizzare. E’ un “sintomo” che ci “parla” e per capire cosa intende comunicarci “bisogna intervistarla”.ANSIA DA PALCOSCENICO
Nello specifico, essa rappresenta un meccanismo di adattamento a certe situazioni. Mi piace sempre in questi casi, citare la risposta dell’uomo primitivo di fronte al pericolo: se non avesse avuto paura davanti a certe belve feroci noi ci saremmo estinti molto velocemente!
Cosa succede nel nostro corpo quando abbiamo l’ansia?
L’ asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) modula nel nostro organismo la capacità di adattamento allo stress.
La sua iperattività, conseguente l’esposizione ad eventi stressanti, riveste un ruolo fondamentale nella risposta a stimoli esterni e interni. Infatti, se una eccessiva produzione di cortisone nel breve periodo può essere utile per far fronte ad un evento stressogeno immediato, sul lungo termine può creare danno dal punto di vista fisico e emotivo.
Quando siamo sotto stress tutta la nostra attenzione è rivolta all’evento stressante (nel caso specifico: “Ho paura di fallire nel concorso”) e ben poco spazio risulta rivolto all’apprendimento dello strumento ed al miglioramento dell’attenzione e della memoria (con ovvie conseguenze sulla performance musicale).
La risposta all’ansia è tripla:
- FISICA: include: palpitazione, tremolio, sudorazione, sensazione di svenimento, nausea, vertigini, tachicardia etc;
- MOTORIA: ovvero qualsiasi effetto visibile a livello muscolare: contrazione muscolare, muovere nervosamente le gambe, digrignare i denti, tremare….
- COGNITIVA: la più complessa. Per dirla con un’unica frase: tutto ciò che ci passa per la mente relativa all’evento e che ci “mette paura”.
Di fronte ad un simile quadro lo spazio residuo libero per “fare musica” risulta essere quasi pari a zero.
La nostra mente ed il nostro corpo sono troppo concentrati a “superare il problema” (solitamente nel modo sbagliato), pertanto non vi è spazio per vincere il concorso o portare a casa una performance piacevole di fronte ad un pubblico, magari anche divertendosi. Anzi, il rischio è di creare ancor più danno visto che iniziamo a concentrare la nostra attenzione su singoli gesti che ormai sono stati appresi automaticamente e ciò può indurre a ”bloccare il movimento” Perche sbaglio mentre suono? Il ruolo dell’attenzione nell’ansia da palco.
Spesso si va alla ricerca delle cause, che possono in realtà essere molteplici:
aspettative eccessive dei familiari;
timore di non essere all’altezza di ciò che desidera il nostro maestro;
difficoltà tecniche;
cattiva preparazione;
passate performance fallimentari.
In questo quadro le uniche soluzioni (fallimentari) che ci vengono in mente sono: evitare di suonare, o di andare ai concorsi, fino ad arrivare alla rinuncia alla carriera.
Come fare a trasformare un problema come quello dell’ansia da palcoscenico in un’opportunità di crescita e di miglioramento professionale e personale?
Non ho mai creduto ai “vademecum che vanno bene per tutti” perché ciascuno di noi è unico. Come vincere l’ansia da palco in 5 mosse.
Vi sono dei piccoli accorgimenti che possono aiutare ma la vera soluzione consiste nell’affidarsi, senza alcun tipo di timore, ad uno psicoterapeuta serio e preparato. Spesso ciò fa paura, perché si crede che parlare con un professionista ingigantisca il problema .
Allora si cercano le scorciatoie: consigli degli amici, dritte “psi” del maestro, musicisti che “ne sanno” e possono suggerirci. Spesso però le scorciatoie non fanno che alimentare un circolo vizioso che, lungi dal risolvere il problema, lo alimentano. Se l’ansia è veramente “tanta” l’unica soluzione efficace è quella di rivolgersi a un professionista, con fiducia.
Anche perché, come dice il collega Giorgio Nardone: “Troppo spesso, di fronte a un problema, si ha la tendenza a cercare la spiegazione piuttosto che la soluzione”.
Dott.ssa Sabina Natali, Psicologa, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
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